Procedure - Cifoplastica


Viene definita frattura una riduzione in altezza del soma vertebrale di oltre il 20% delle sue dimensioni iniziali. La lesione fratturativa si viene a generare quando la combinazione del carico assiale e rotazionale sulla colonna eccedono la resistenza offerta dal corpo vertebrale.

L’osteoporosi primaria è la principale causa di fratture vertebrali (85%), mentre l’osteoporosi secondaria e le neoplasie ne determinano il restante 15%.

L’alterata biomeccanica spinale dovuta alla deformità cifotica può determinare un sovraccarico a livello delle vertebre adiacenti, aumentando il rischio in queste di sviluppare nuove fratture.

La Chifoplastica è una recente modifica alla Vertebroplastica percutanea , effettuata per la prima volta da M.A. Reiley nel 1998, che comporta l’insufflazione di cateteri a palloncino all’interno del corpo vertebrale collassato per ripristinarne l’altezza, prima della stabilizzazione con cemento osseo.

Tale procedura trova indicazione nel trattamento di fratture vertebrali recenti su base osteoporotica, angiomatosa, mielomatosa o da localizzazione secondaria che causano dolore non responsivo ai trattamenti farmacologici.

I migliori risultati si ottengono nei crolli vertebrali datati da non più di tre mesi.

Le controindicazioni assolute consistono in disordini della coagulazione, infezioni locali a livello del presunto sito di ingresso (osteomielite e spondilodiscite) e fratture instabili per coinvolgimento del muro posteriore vertebrale con compressione degli elementi neurali.

Controindicazioni relative sono costituite dal grave schiacciamento del corpo vertebrale, dalla mancata integrità dei peduncoli o delle faccette articolari o dall’ estensione del tessuto neoplastico all’interno del canale vertebrale.

La procedura e’ eseguita in anestesia generale con il paziente in decubito prono sul lettino angiografico. Due aghi ossei sono introdotti attraverso il dorso fino in corrispondenza del corpo della vertebra ed utilizzati come guida per il posizionamento dei due palloni all’interno delle due metà della vertebra. Questi sono successivamente distesi ripristinando la morfologia della vertebra e generando una cavità all’ interno di quest’ultima. Il cemento osseo viene quindi iniettato nella cavità preformata per stabilizzare la frattura. Al paziente viene richiesto di restare disteso a letto nelle successive quattro ore.

La durata della procedura è di circa 45 minuti per ogni livello vertebrale trattato. La degenza prevista per la procedura è solitamente di 2-3 giorni con dimissione nella prima giornata post-trattamento con terapia antibiotica domiciliare.

In ogni paziente vengono preventivamente valutate le indicazioni al trattamento e successivamente monitorati i risultati nel tempo attraverso visite clinico-radiologiche.

 

Immagine fluoroscopica in latero-laterale: insufflazione bilaterale dei cateteri a palloncino sotto controllo manometrico
Immagine fluoroscopica in antero-posteriore: insufflazione bilaterale dei cateteri a palloncino sotto controllo manometrico

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